Belle Epoque

Durante la lunga vita del Sandri sono stati tanti i personaggi di spicco ad essersi avvicendati nel locale o ad aver partecipato ai sontuosi banchetti: la Signorina Carla Schucani ci fa memoria di alcuni aneddoti che le stanno a cuore. Completano i suoi racconti gli storici pasticceri Sandri, che negli anni hanno sempre lavorato con dedizione e passione, mantenendo alto il nome del locale.


Un giorno – racconta la Signorina Carla – è arrivato Alberto Sordi e ha detto a mia nonna Maria “Signora, non mi riconosce?” “No” rispose lei, “allora non vede la televisione” continuò lui... “sono Alberto Sordi, vorrei girare delle scene nel suo locale”. Il permesso fu accordato con immenso piacere e poco dopo iniziarono le riprese del film “Fumo di Londra” del 1966.

Un simpatico episodio riguarda il caffè. Prima degli anni '60 erano vendute solo 4-5 miscele, create appositamente da Guglielmo Schucani, attraverso la torrefazione interna, poiché lui proprio non ne voleva sapere di mettere una macchina da caffè nel locale! Di contro la moglie Annamaria, a cui invece piaceva l'idea, mise una macchina da caffè al “Sandri” convincendo bonariamente Guglielmo che questo era un modo per farlo assaggiare ai clienti prima di acquistarlo.

Gustavo, il Re di Svezia, invece colpì molto il personale di Sandri per i suoi modi umili e cortesi, prese il suo caffè e la sua brioche, si andò a sedere al tavolo e dopo la consumazione riportò tutto indietro da solo e disse: “così si fa”, come un qualunque avventore. “La signorilità non si compra” commentano i mastri pasticceri Sandri.

Un'altra divertente curiosità riguarda le telefonate alla Signorina Carla della signora Franca, moglie dell'ex presidente Ciampi, che dopo aver partecipato al ricevimento organizzato in Prefettura per la Festa della Repubblica del 2 giugno, rimase talmente colpita che la chiamava per avere consigli e ricette.

Quando poi viene ordinato un grande dolce da Sandri non stupitevi se una delle prime domande sarà “quanto è larga la porta?”, “occorre essere precisi anche in questo per poter essere certi che si riesca a realizzare una torta ad hoc!”

I racconti della storia Sandri sono così spontanei che sembrano quasi ovvi, come se fosse cosa di tutti i giorni; tuttavia quello che traspare è la grande stima per gli amici, i clienti e i collaboratori che quotidianamente si rinnova, così come la soddisfazione per il lavoro, grazie al quale i pasticceri danno vita a tante creazioni, che considerano proprio come loro figli.